I Giganti della Montagna



 

 

scheda artistica

Di Luigi Pirandello
Regia Michele Guaraldo

Con Maria Augusta Balla,Cecilia Bozzolini, Luca Busnengo, Chiara D’Anna, Francesco Gargiulo, Paola Raho, Valentina Volpatto

Video pitture dal vivo Stefano Giorgi

Maschere e posticci Franco Leita

Produzione O.P.S. Officina Per la Scena Panta Rei Theatre Collective LTD Laboratorio Aqua

Con il Contributo di Sistema Teatro Torino e Provincia, Comune di Torino, Provincia di Torino

Luigi Pirandello ha vissuto in quella bellissima isola che è la Sicilia, dove “respiriamo aria favolosa. Gli angeli possono come niente calare in mezzo a noi…udiamo voci, risa , vediamo sorgere incanti figurati da ogni gomito d’ombra…. dove le figure non sono inventateda noi; sono un desiderio dei nostri stessi occhi.” Nei Giganti della montagna entriamo nella officina di queste figure, in quel mondo stupendo, malleabile come creta, quel tratto di spazio senza tempo identificato con La Villa della Scalogna che Pirandello stesso definisce all’inizio dell’opera “al limite, fra la favola e la realtà”. Certo i personaggi de “I Giganti della Montagna” possono essere letti in mille modi: come incarnazione di un’idea, come manifestazione d’amore verso un teatro giudicato più vero della cosiddetta realtà, come una sorta di geniale schizofrenia controllata, come opera d’illusionismo, come descrizione di un caotico mondo dei sentimenti collettivi. Un universo di suoni e colori a cui il progetto vuole dare forma attraverso “gli Scalognati” che accolgono il viandante e gli offrono la possibilità di abbandonarsi all’immaginazione creativa, immergersi in quella continua “ebullizione di chimere che lascia concepire enormità mitologiche in una continua sborniatura celeste”. Grazie al segno che diventa ritmo musicale oltre che figura, traccia silenziosa dello scorrere della temporalità, utilizzando la pittura manuale e una videocamera che proietta le immagini realizzate con l’acqua e l’inchiostro, i pennelli e le dita, il risultato finale assomiglia a un film di animazione che da un’unica immagine che evolve e si dissolve trasformandosi di continuo, darà forma e colore ai vari momenti intensamente lirici e visionari de I Giganti della Montagna. Dopo avere messo da parte la ragione, quando i pensieri sono carichi di così tanto fuoco, colore, sapore, amore e stupore, quando l’immaginazione riesce a creare con parole, sentimenti e passioni così forti, il teatro si trasforma in pensieri viventi, perché di quel vortice conservano la musica, i ritmi, tempi, melodie, armonie, canti e perfino silenzi. Così pensano gli Scalognati, mendicanti “padroni di niente e di tutto” che, come lo scalogno, aromatizzano e danno profumo e sapore alla storia.

Foto di Stefano Roggero

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