O.P.S.

Officina Per la Scena

...l'intreccio grottesco e magico del reale con la favola, vero e falso, bugia e verità, dramma e sogno in una danza in cui gli estremi si confondono e le proporzioni si rovesciano


O.P.S.
Officina Per la Scena

nasce nel 2000 e si costituisce associazione nel 2002.

Realtà professionale e gruppo di ricerca, sviluppa una comunicazione diretta e semplice con lo spettatore sulla base di un profondo studio della drammaturgia classica e non, di cui propone, sviscerandone i temi, un' interpretazione di estrema attualità e modernità.

IL PELLICANO
di August Strindberg

Un luogo privato dove si consumano lentamente vite, un torpore cercato, uno spazio chiuso in cui il grido vitale dall’esterno, giunge come un’eco lontana, ovattata, incapace di scuotere il “sonno” delle persone che qui vivono.

Un lento e gocciolante risveglio che come uno stillicidio continuo permette ai “sonnambuli”, che popolano la casa, di tentare un dolorosa rinascita fino ad arrivare, grazie ad un ultimo disperato urlo del padre dall’aldilà, alla completa lucidità.

Il padre si rivela, così, l’unico vero pellicano disposto a sacrificare se stesso per i figli.

L’unica soluzione per trovare una pace interiore è la ribellione della vittima impotente, senza volontà, che sa reagire al momento opportuno, che scopre di non aver più voglia di vivere e che considera la morte l’unica via capace di liberare tutti dal putridume.

Esiste la morte corporale definitiva e assoluta, esiste la morte mentale, negazione e deformazione estrema della realtà che imprigiona l’uomo in uno stato di alienazione senza via di scampo.

Un male di vivere che porta ad una piena consapevolezza di ciò che ci circonda costringendo ciascuno di noi a scegliere se assecondare una realtà fittizia, che nel nostro intimo disprezziamo, o reagire creandone una nuova, diversa (nel bene e nel male), nella quale diventa più semplice far finta di vivere.

Allo stesso modo Fredrik e Gerda, nostri ipotetici (e possibili) genitori, figli, amici, vivono nell’eredità di un passato del quale non si ritengono responsabili, accanto a una madre, Elise, che pur colpevole di aver ucciso psichicamente il coniuge e maltrattato i figli, resta comunque una “sonnambula” “così letargica da non riuscire mai a svegliarsi, così ottusa da non rendersi conto di quanto sia malvagia”.

È il rapporto tra realtà e alienazione uno dei temi fondamentali de “IL PELLICANO” che rende assolutamente attuale questo dramma.

Ogni giorno la società ci omaggia tristemente di piccoli e grandi drammi che si consumano nel silenzio collettivo, sintomo di un “sonnambulismo” comune.

Lo scontro – incontro tra vissuto e immaginario è un argomento di così grande portata che non può esaurirsi in un unico capitolo, ma necessita uno sviluppo più articolato; a questo scopo la compagnia teatrale O.P.S. Officina Per la Scena, si propone di affrontare questo tema attraverso un progetto pluriennale intitolato “Più vero del vero: tra alienazione, sogno e realtà.”

Lo spettacolo viene proposto come teatro da camera, destinato ad un pubblico di massimo quaranta persone, sia per renderlo logisticamente più agibile che per sviluppare quell’idea del intima teatern cara a Strindberg. Il pubblico è parte integrante della scena stessa, subisce l’azione scenica, così come quella reale. La struttura dello spettacolo ne permette la divulgazione laddove i temi fondamentali del sonnambulismo e dell’evasione sono più presenti.

torna su