...l'intreccio grottesco e magico del reale con la favola, vero e falso, bugia e verità, dramma e sogno in una danza in cui gli estremi si confondono e le proporzioni si rovesciano
O.P.S.
Officina
Per la Scena
nasce nel 2000 e si costituisce associazione nel 2002.
Realtà professionale e gruppo di ricerca, sviluppa una comunicazione diretta e semplice con lo spettatore sulla base di un profondo studio della drammaturgia classica e non, di cui propone, sviscerandone i temi, un' interpretazione di estrema attualità e modernità.
(del 29 maggio - la Repubblica -Torino - pag XIII)
di Alfonso Cipolla
Al PEREMPRUNER di Grugliasco è andato in scena Edipo o' Rre della giovanissima compagnìa Officina per la Scena. Più che dì un punto d'arrivo si è trattato di una tappa di lavoro, di un mettersi in prova per trovare la via. La scommessa è grande, e grande coraggio ci va a riscrivere Edipo, la tragedia per eccellenza. Ma l'audacia ha intuizioni felici, che virano il mito verso un morboso legame tra madre e figlio: un legame mascherato da gioco, che è un perverso trattenere per evitare di andare. Quella madre, in quello spazio non spazio, è davvero Giocasta? Quel figlio è davvero Edipo? Difficile dirlo. Forse una risposta non la possiede neppure la compagnia, e in questo suo cercare sta la simpatia dell'intera operazione. Testo, regia e scene sono di Michele Guaraldo. Sul palco, nei ruoli di Giocasta ed Edipo, Valentina Volpatto e Luca Busnengo, quest'ultimo attore di grandi potenzialità che sarà interessante seguire, così come il lavoro collettivo del gruppo.

(del 24/5/2005 Sezione: Spettacoli di Torino Pag. 51)
di Silvia Francia
Il mito come meccanismo perfetto o crudele organizzato
dal fato più che
dalla casualità. Così il regista Michele Guaraldo e la Compagnia
OPS Officina per la Scena affronta un classico, trasformandolo nel loro "Edipo
rRe", in scena da questa sera a giovedì (ore 21) al Perempruner
di Grugliasco.
Guaraldo cambia le prospettiva: dal mito dell'eroe impotente, guidato per
mano verso la rovina dalle potenze divine, all'uomo che va per suo volere
incontro a un destino perverso.

bisettimanale di informazione locale
(del 24 maggio 2005. N° 39)
di Roberto Canavesi
GRUGLIASCO - Si annuncia come una versione del tutto originale del mito sofocleo "l'EdipoO'rre" in scena, da stasera a giovedì 26 maggio alle 21, nella sala del teatro Peremprunerdi Grugliasco con l'allestimento della Compagnia Ops.
Due personaggi soli sul palco, ilfiglio-marito Edipo e la madre Giocasta, per una rivisitazione di una vicenda mitica che mescolerà verità e finzione, gioco e realtà.
«Il mito di Edipo - scrivono gli autori - è da sempre una macchina infernale approntatadagli dei che nessuna forza può far scattare a vuoto: un meccanismo perfetto e crudele,organizzato più dal' fato che dalla causalità in cui l'eroe risulta subito impotente eperdente senza possibilità di riscatto».
Da queste premesse prende il via una rielaborazione drammaturgica che porta a considerare la pazzia come elemento cardine di un intreccio dove la reggia di Tebe è trasformata in una sorta dì fortino per bambini, catapecchia artefatta al cui interno l'Edipo di turno è impegnato in una sorta di avventuroso gioco per vivere e raccontare il sofferto destino della stirpe dei Labdacidi: «Giocasta è una donna curva sul suo lavoro che osserva,imperturbabile, le imprese del figlio, i giochi dell'eroe: il suo sguardo è un mondo interoche mette al servizio di Edipo, lei gli racconta le storie e le avventure di Edipo,diventando la sua regina, l'oracolo, la sfinge».
In questo suggestivo volo sulle ali della fantasia, l'eroe tragico diventa spettatore-attore dei racconti della madre, impegnato nel dar vita, in una chiave ludica e disincantata, ai momenti più tragici e sofferti della vicenda: lo stesso incesto è vissuto come un gioco a sfondo didattico, un tentativo di far capire al figlio le difficoltà e i segreti di quel mondo di cui Edipo sente parlare, ma che poco conosce.
A Luca Busnengo e Valentina Volpatto il compito di dar voce e corpo ai due protagonisti impegnati in una scena animata anche da burattini e colorate scenografie, una "scatola dei sogni" al cui interno lo spettatore potrà rileggere una delle pagine più conosciute e studiate della storia del teatro di tutti i tempi.