...l'intreccio grottesco e magico del reale con la favola, vero e falso, bugia e verità, dramma e sogno in una danza in cui gli estremi si confondono e le proporzioni si rovesciano
O.P.S.
Officina
Per la Scena
nasce nel 2000 e si costituisce associazione nel 2002.
Realtà professionale e gruppo di ricerca, sviluppa una comunicazione diretta e semplice con lo spettatore sulla base di un profondo studio della drammaturgia classica e non, di cui propone, sviscerandone i temi, un' interpretazione di estrema attualità e modernità.1° agosto 2003, Fonderie Teatrali Limone (Moncalieri) per il festival Theatropolis
"…la mia leggenda…
E’ una storia epica, interminabile,
episodica, confusa, assurda,
piena di interruzioni
come un romanzo a puntate
o come la vita."
Regia di Enrico Fasella
Interpreti:
Zahira Berrezouga
Luca Busnengo
Michele Guaraldo
Erika Nobile Migliore
Valentina Volpatto
Si può parlare di Don Giovanni come un mito?
Don Giovanni è una dei pochi miti dell’era moderna, attraversa le epoche storiche trasformandosi continuamente, eterno schiaffeggiatore della società in cui si ritrova, eterno sbeffeggiatore del Cielo.
L’uomo in balia del solo presente non conosce né il passato né il futuro e quando questo futuro si realizza inopinatamente nel presente, l’impegno preso risale ad un passato già caduto nell’oblio.
E’ il duello con la morte che scandisce la vita del seduttore per antonomasia, rinnovando ad ogni incontro la contesa in un’eterna fuga dal tempo che passa. Le sue armi sono l’ipocrisia, la seduzione, la menzogna, il parlare elegante…le armi dell’attore.
Don Giovanni è un attore, commediante dell’amore e della persuasione, ingannatore dei partners che via via gli si affiancano come spettatori, essi stessi, della sua commedia.
E chi meglio di un vero uomo di teatro come Molière riesce a mutare il pensiero di un attore che indossa la sua maschera in parole e azioni vive sulla scena.
Il “Don Giovanni”, con tutte le sue contraddizioni, è uno scontro che si risolve con l’annullamento della morte, ma allo stesso tempo con l’eterna consacrazione del mito.